RISONANZA IONICO-COVALENTE

L’ energia di risonanza ionico-covalente è una grandezza introdotta dal chimico Pauling per definire  un metodo di calcolo dell’elettronegatività che prende il suo nome. Secondo Pauling infatti quello che possiamo conoscere è la differenza di elettronegatività tra due elementi, che risulta uguale alla radice quadrata dell’energia di risonanza ionico covalente ∆ definita in questo modo:

∆ = DAB – (DAA∙DBB)1/2  dove DAB , DAA, DBB rappresentano le energie di legame rispettivamente delle molecole AB, AA, BB.

L’ energia di risonanza ionico-covalente , che viene espressa in elettronvolt, serve a quantificare la differenza energetica che sussiste tra il legame covalente reale della molecola AB e quello della molecola teorica AB in cui  lo stesso legame covalente sia considerato puro  (stima energetica attraverso una media geometrica).

La scala di elettronegatività di Pauling è dunque basata su una relazione  che rende indispensabile il confronto con un valore noto di elettronegatività di un elemento di riferimento: per questo motivo Pauling attribuì un valore convenzionale  pari a 2,1 per l’idrogeno.

La relazione proposta da Pauling trova la sua origine nell’impossibilità di attribuire un valore di elettronegatività ad un elemento in maniera non comparativa, come accade nel caso dell’affinità elettronica, che è una grandezza spesso confusa da molti studenti con l’elettronegatività ma che dipende esclusivamente dall’atomo isolato.

L’ elettronegatività infatti , rappresentando la tendenza di un elemento ad attrarre a sé la coppia elettronica di legame , deve tener conto a quali e quanti atomi è legato un dato elemento in esame.

Terremo presente, in definitiva, una diminuzione di questa grandezza scorrendo gli elementi della tavola periodica dall’alto verso il basso e da destra verso sinistra lungo i periodi.

Chimitutor -16 Giugno 2018