NITRATI ALCALINI

Il nitrato di sodio, sale dell’acido nitrico, è chiamato anche nitrato del Cile data la sua particolare diffusione nel Sud America sottoforma di giacimenti minerali che hanno origine biologica; questi sono costituiti perlopiù da un mix di sali, tra cui pure solfati. E’ stato particolarmente apprezzato come fertilizzante , ma tale utilizzo ha poi subito un declino per il costo non più competitivo e per un potenzialmente elevato apporto di sodio nei terreni che in molti casi è sconsigliabile.

Nonostante la relativa abbondanza in natura, una modesta quantità di prodotto in circolazione ha origine sintetica, ottenuto soprattutto in quegli stessi impianti industriali che producono l’acido nitrico, uno dei principali composti dell’ industria chimica .

Una possibilità per ottenerlo è quella di neutralizzare l’acido con il sodio idrossido:

HNO3 + NaOH → NaNO3 + H2O

Oppure possiamo partire da sodio bicarbonato:

NaHCO3 + HNO3 → NaNO3 + H2O + CO2

Per utilizzare il prodotto da fonte naturale, bisogna tener conto delle sue impurezze . In tal caso è necessario purificarlo per cristallizzazione da soluzione acquosa.

Un certo interesse c’è pure per il nitrato di potassio, sintetizzabile con gli stessi metodi di quello sodico. Apprezzato prima dai romani antichi come detersivo, poi più di recente come fertilizzante, oggi tra le sue principali destinazioni d’uso c’ è quella di propellente.

I nitrati alcalini richiedono particolari accorgimenti per  ciò che riguarda conservazione e trasporto dato il loro forte potere ossidante che possono facilmente esercitare anche in presenza di piccole quantità di composti organici .

Chimitutor -10 Giugno 2019