FERTILIZZANTI AL POTASSIO

Il potassio riveste un ruolo fondamentale nel ciclo di vita delle piante. Regola la formazione e il trasporto dei carboidrati, la sintesi delle proteine,  lo sviluppo delle radici e dell’intera struttura della pianta, ed è importante anche per la resistenza complessiva della pianta nei confronti delle malattie. Il terreno è generalmente già ricco di potassio ma la percentuale presente in forma di sostanze solubili è decisamente bassa nei terreni. I fertilizzanti potassici di cui parliamo sono perlopiù il KCl , il K2SO4 , il metafosfato KPO3 , il fosfato  monopotassico KH2PO4 e il pirofosfato di calcio e potassio K2CaP2O7.

 

Il metafosfato di potassio è ottenibile dal KCl  (silvite) per reazione con l’acido ortofosforico: si ottiene, dopo disidratazione,  fosfato monopotassico che deve essere calcinato secondo la seguente reazione:

KH2PO4 → KPO3 + H2O

La temperatura di calcinazione è determinante , nel senso che a temperature molto alte il prodotto non è il metafosfato ma il pirofosfato di formula K2H2P2O7 , che può altrettanto trovare impiego come componente di fertilizzanti.

 

Il solfato di potassio può essere ottenuto da alcuni minerali , come ad esempio la langbeinite K2Mg2(SO4)3 , oppure dalla silvite per attacco con H2SO4. In quest’ultimo caso facciamo riferimento in particolare ad un processo in due stadi:

1) KCl + H2SO4 → KHSO4 + HCl                                                                                           2) KHSO4 + KCl → K2SO4 + HCl

dove risulta vantaggiosa anche la raccolta dell’acido prodotto.

Lo stesso cloruro di potassio è un buon fertilizzante, molto diffuso grazie anche al basso prezzo di mercato. Si trova in natura soprattutto nelle acque marine, dove però si ricava mescolato ad altri sali , soprattutto cloruro di sodio e alogenuri di magnesio.

Chimitutor -07 Dicembre 2017