COMPOSIZIONE DEL PETROLIO

La composizione chimica del petrolio non dipende esclusivamente dall’ubicazione geografica e dalla storia geologica di un giacimento , ma anche dalla profondità alla quale si trova il greggio nello stesso . La caratteristica comune di tutti i petroli è senz’altro quella della netta predominanza degli elementi carbonio ed idrogeno che ne rappresentano almeno il 92-93% in composizione elementare. Carbonio ed idrogeno sono  tra loro legati a formare idrocarburi  (ne sono stati individuati  centinaia di tipi diversi), fino a costituire circa il 95% di tutti i composti presenti.  Non mancano altri elementi, soprattutto ossigeno, azoto e zolfo.

L’ossigeno è presente soprattutto sotto forma di acidi carbossilici e fenoli, composti che possiamo trovare soprattutto negli strati più superficiali del greggio. Il tenore in ossigeno in ogni caso raramente supera il 2%.

I composti solforati invece possono arrivare a rappresentare fino al 6-7% della composizione in particolare nei petroli europei (compresi quelli italiani),  in forma principalmente di acido solfidrico, solfuri e tioeteri. Percentuali alte di composti solforati in generale portano a petroli più scadenti.

Per quanto riguarda l’azoto, si trova principalmente in forma di sali dell’ammoniaca , piridina ed altri composti ciclici azotati, in quantità anche in questo caso sotto il 2% .

I principali tipi di idrocarburi presenti sono paraffinici e naftenici, ma il criterio generale per ottenere una classificazione dei petroli tiene conto non solo della prevalenza di una categoria o l’altra di idrocarburo, ma anche della distribuzione dei diversi idrocarburi nelle frazioni in uscita dalle operazioni di distillazione.

I petroli ad alto contenuto di composti aromatici sono interessanti grazie alle caratteristiche antidetonanti dei carburanti ottenibili. Sono soprattutto i petroli americani a presentare una quantità elevata di aromatici.

Esattamente come accade alla composizione chimica , anche le caratteristiche fisiche del petrolio non variano esclusivamente da un giacimento all’altro, ma anche all’interno dello stesso  procedendo dalla superficie agli strati più profondi. Le caratteristiche fisiche di maggiore interesse sono la viscosità, la densità e la volatilità viste anche le lavorazioni a cui bisogna sottoporre il greggio, a cominciare dalla distillazione.

In generale possiamo affermare che quasi sempre scendendo più in profondità nello stesso giacimento il petrolio tende a diventare più volatile e meno viscoso.

Un’altra proprietà fisica da determinare è la temperatura di infiammabilità (punto di fiamma) , ovvero la temperatura alla quale i vapori del greggio in miscela con aria in un contenitore chiuso danno combustione per innesco.

Chimitutor -25 Febbraio 2019