COMPLESSI OLEFINICI

Le caratteristiche del legame covalente π rendono possibile il funzionamento di alcheni e dieni come ligandi in complessi con molti metalli di transizione che sono anche denominati complessi π.

Infatti gli elettroni coinvolti nei legami π sono meno saldamente vincolati rispetto a quelli impegnati in legami σ ; questa caratteristica, assieme alla forma assunta dagli stessi orbitali π, rende gli elettroni disponibili alla cessione a specie elettrofile, esattamente come in una qualsiasi reazione acido-base di Lewis.

Un’ ulteriore possibilità di interazione del tipo alchene-metallo è quella che vede coinvolti orbitali antileganti π* vuoti dell’olefina con gli orbitali d del metallo di transizione (retrodonazione elettronica).

Il sale di Zeise è stato il primo di tali complessi olefinici ad essere sintetizzato alla fine del 1800, inoltre è da considerarsi più in generale uno dei primi composti metallorganici in assoluto. Si può ottenere a partire da etilene e tetracloroplatinato di potassio.

complessi alchenici
Sale di Zeise

Il più delle volte i complessi metallo-olefina sono specie instabili, con una breve esistenza, intermedi non isolabili di tante reazioni. Altri invece sono stati effettivamente isolati ed hanno trovato nella catalisi un diffuso utilizzo.

Un’ importante conseguenza della formazione di complessi alchenici è la stabilizzazione che lo stesso alchene o diene può raggiungere tramite la sua complessazione. Ne è un esempio il ciclobutadiene, stabilizzato con la formazione del ciclobutadientricarbonilferro.

complesso del ferrotricarbonile
Ciclobutadientricarbonilferro

Altrettanto noto tra i complessi π è il benzene tricarbonilcromo, un solido cristallino giallo.

complessi tricarbonilcromo
Benzenetricarbonilcromo

Chimitutor -30 Luglio 2018